Focus extra: extra-disinformazione

Posted: 23rd luglio 2017 by diffondilaverita in Senza categoria

Anche “Focus extra” (numero di maggio 2017), pubblicazione “sorella” di “Focus”, famigerata rivista pseudo-scientifica, prova a sdoganare la geoingegneria ufficiale, fingendo che sia un complesso di progetti per “salvare” la Terra dal cosiddetto riscaldamento globale.

E’ la solita solfa costellata di mezze verità, di plateali ambiguità: si accenna a programmi riguardanti il controllo del clima, ostentando preoccupazione per le possibili conseguenze sugli equilibri ambientali. Il dossier dedicato ai “cambiamenti climatici” ed alle “strategie” per affrontarli si riferisce a varie tecniche tra cui la diffusione nella stratosfera di carbonato di calcio, alluminio e polvere di diamante con lo scopo dichiarato di ridurre le temperature globali. Tra le ripercussioni paventate è annoverata, non a caso, la siccità.

Se comunque consideriamo il reportage di “Focus extra” non come un insieme di proiezioni, ma come uno spaccato di quanto accade ogni giorno da decenni, avremo il quadro della biogeongegneria reale, quella coincidente con una serie di devastanti e criminali operazioni, quella che sta portando il pianeta al collasso, intere popolazioni alla carestia.

Fonte: Disquisendo

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La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

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Range finder: come si sono svolti i fatti

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Di inquinamento aereo si muore!

Posted: 13th luglio 2017 by diffondilaverita in Senza categoria
Riportiamo un resoconto del National Geographic in merito ad uno studio condotto (nell’ormai lontano 2010) riguardante l’inquinamento provocato dall’aviazione civile e la correlazione diretta con un sempre maggior numero di decessi tra la popolazione. Al tempo della pubblicazione dello studio gli scienziati del MIT si auspicavano serie iniziative a tutela dei cittadini da parte delle autorità, una volta confermate le loro acquisizioni ma, a distanza di anni, bisogna constatare che nulla è stato fatto. Anzi! Nei recenti accordi sul cosiddetto “cambiamento climatico” l’inquinamento atmosferico indotto dall’aviazione civile non è stato assolutamente contemplato e tanto meno è presente alcun riferimento nel documento finale. Più recentemente ulteriori scrupolose ricerche sono state condotte al fine di confermare, semmai fosse ancora necessario, la reale tossicità (anche di tipo neurologico) causata dai carburanti per aviazione. A questo proposito si vedano gli studi della ricercatrice svizzera, studiosa delle nubi, Ulrike Lohmann [1], la quale ha accertato la presenza (in nanoparticelle) di ben 16 metalli, immessi nel Jet-A1 e che, in definitiva, confermano ulteriormente che la nostra bassa atmosfera è gravemente compromessa. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: assenza di nuvolosità naturale, diminuzione cronica delle precipitazioni e, come si diceva, aumento vertiginoso delle morti derivanti dagli scarichi letali degli aerei.

Se negli ultimi anni, gli incidenti aerei hanno ucciso circa mille persone l’anno, le emissioni inquinanti provocano circa diecimila vittime, secondo i ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology). Negli studi precedenti si presumeva che le emissioni inquinanti danneggiassero le persone durante le fasi di decollo ed atterraggio. La nuova ricerca è la prima a fornire una stima complessiva del numero di morti premature determinate dai gas di scarico dei velivoli.

Abbiamo riscontrato che le emissioni non regolamentate di aerei oltre i 914 metri da terra, sono la causa della maggior parte delle morti” afferma il responsabile della ricerca Steven Barret, un ingegnere areonautico del MIT (Massachusetts Institute of Technology).

Gli scarichi degli aerei, come quelli degli autoveicoli, contengono una grande varietà di agenti atmosferici inquinanti, come anidride solforosa ed ossidi di azoto. La maggior parte di queste particelle inquinanti sono minuscole, larghe la centomilionesima parte di un pollice (2,54 cm), più sottili di un capello umano. Le cosiddette polveri sottili sono il maggior responsabile dei danni alla salute umana, specialmente se, una volta inalate, entrano in circolo attraverso il flusso sanguigno, affermano gli scienziati.

Barret ed i suoi colleghi hanno usato una simulazione computerizzata che ha confrontato dati riguardanti il percorso degli aerei, la media di combustibile bruciato durante i voli ed il valore delle emissioni inquinanti stimate. La simulazioni, basate su dati sperimentali, hanno registrato sia gli spostamenti delle particelle inquinanti nell’atmosfera, sia le emissioni inquinanti causate trasporti internazionali, specialmente in Asia e Nord America. Lo studio ha tenuto conto della distribuzione della popolazione mondiale e di come le rotte aeree possono accrescere complessivamente il rischio di morte.

Complessivamente, il gruppo di ricerca ha stimato che 8.000 morti all’anno sono il risultato di inquinamento derivante da aerei che volano ad altitudini di circa 10.000 metri, mentre 2.000 sarebbero le vittime causate dagli scarichi inquinanti emessi durante le fasi di decollo e atterraggio (non sono stati presi in considerazione i voli clandestini a quote cumulo – n.d.r.). Inquinamento atmosferico e conseguenti malattie respiratorie e cardiovascolari, compreso il cancro ai polmoni, sono queste le cause più comuni di queste morti, secondo quanto riferito dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità.

Non solo nel tuo cortile

A sorpresa, i luoghi con il più grande numero di aeroporti attivi potrebbero non essere quelli a subire i maggiori impatti ambientali, suggerisce la ricerca. Quando un aereo vola ad altitudini da crociera, sopra le nuvole, i venti possono disperdere lontano gli agenti inquinanti permettendo ai venti di spostare queste sostanze e farle ricadere a terra a distanze fino a 10.000 km ad est dalla rotta dell’aereo.

Negli Stati Uniti i decessi per le emissioni inquinanti degli aerei ammontano a 450 ogni anno – appena un settimo di quanto atteso se gli agenti inquinanti scendessero perpendicolarmente verso terra dall’aereo. In India, invece, le vittime dovute a questo tipo di emissioni inquinanti ammontano a circa 1.640 all’anno. Circa sette volte di più di quanto previsto basandosi sul numero di aerei che atterrano e decollano dal paese. Molte di queste morti non sono causate dai voli sopra l’India, ma dalle emissioni inquinanti provenienti da Europa e America, che poi si spostano verso l’Asia, stando al report pubblicato nel numero di ottobre di Environmental Science & Technology.

Frenare l’inquinamento atmosferico

Complessivamente, il numero delle morti per inquinamento atmosferico ammonta, secondo il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, ad un milione di vittime l’anno. “I legislatori devono considerare esplicitamente l’impatto dell’inquinamento aereo sulla salute umana” ha asserito Barret. “Ad esempio, lo zolfo, presente nei combustibili dei jet, è forse il maggior agente killer” (per non parlare degli additivi a base di metalli – ndr). Unfeng Liu, un chimico atmosferico dell’Università di Princeton, ha asserito che “lo studio approfondisce una tematica importante per l’inquinamento terrestre”.

Questi risultati potrebbero quindi influenzare un giorno la politica statunitense, secondo quanto affermato da Lourdes Maurice, capo scienziato nonché consulente tecnico per l’ambiente della Federal Aviation Administration. “Se i rilevamenti verranno confermati dai prossimi studi, l’agenzia dovrà cominciare a pensare come regolare le emissioni inquinanti degli aerei per minimizzare il loro impatto sull’ambiente”, conclude Maurice.

Fonte:

Nationalgeographic.it

[1] Ulrike Lohmann è docente di Fisica dell’atmosfera presso l’ETH di Zurigo ed è specializzata in nefologia. Nel 2013 la professoressa Lohman eseguì delle analisi presso l’aeroporto di Zurigo, insieme con l’Ufficio federale dell’aviazione. Gli esami erano finalizzati a stabilire la composizione chimica dei gas di scarico delle turbine. Fu reperita in primo luogo fuliggine che è essenzialmente carbonio, come nel gas di scarico degli autoveicoli. Non solo, furono rilevati sedici (16) diversi metalli tra cui bario ed alluminio, ma anche ferro, nickel, piombo, rame oltre al calcio.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

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Nesso tra bario e patologie neurodegenerative

Posted: 6th luglio 2017 by diffondilaverita in Senza categoria

Livelli tossici di bario possono essere all’origine della sclerosi multipla, della sclerosi laterale amiotrofica e dell’encefalopatia. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Medical hypotheses, elevati livelli di questo metallo pesante tossico sono associati ad un’elevata incidenza di affezioni neurodegenerative.

Alle aree geografiche con la più alta contaminazione di bario corrisponde la maggiore incidenza della sclerosi multipla: ci si riferisce al Saskatchewan (Canada), Sardegna (presenza di poligoni militari e regione scelta per criminali esperimenti già dagli anni ’60 del XX secolo), Massachusetts, Colorado (basi strategiche), Guam (installazione militare statunitense) e nord-est della Scozia [zona di sperimentazione con dispersione di bario, stronzio ed argento (scie chimiche/chemtrails): si vedano gli studi di Mark Purdey] in cui sono stati reperiti elevati livelli di bario nel terreno. Una quota media nociva di 1428 ppm di bario è stata confrontata con un livello medio “non tossico” di 19 ppm di bario, registrato nelle regioni adiacenti senza alta diffusione di sclerosi multipla.

Di seguito la traduzione dell’epitome dell’articolo scientifico intitolato “L’intossicazione cronica da bario blocca la sintesi dei solfato proteoglicani: un’ipotesi per l’origine della sclerosi multipla”.

Alti livelli di contaminazione legate a fonti naturali ed industriali del metallo alcalino-terroso bario (Ba) sono stati identificati negli ecosistemi e nei luoghi di lavoro che sono associati con alta incidenza di casi di sclerosi multipla (SM) ed altre malattie neurodegenerative, quali l’encefalopatia spongiforme trasmissibile o “morbo della mucca pazza” (EST) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Analisi degli ecosistemi dove si trovano i più noti focolai di sclerosi multipla in Saskatchewan (Canada), Sardegna, Massachusetts, Colorado, Guam, Nord Est della Scozia, hanno dimostrato elevate concentrazioni di bario nel suolo (valore medio 1428 ppm – parti per milione) e nella vegetazione (valore medio: 74 ppm) rispetto ai parametri medi di 345 e 19 ppm rispettivamente registrati in regioni adiacenti ove non si rilevano alti casi di sclerosi multipla.

Gli alti livelli di bario provenienti da estrazioni minerarie e/o dall’uso di questo metallo nelle attività collegate all’estrazione di petrolio e gas, alla lavorazione della carta e dei tessuti, alle industrie siderurgiche nonché al bario diffuso sotto forma di aerosol atmosferico per aumentare/rifrangere i segnali delle onde radio/radar lungo i corridoi aerei dei jet militari (E’ da anni disperso anche con gli aerei civili, n.d.r.), a quello impiegato nelle piattaforme per il lancio di missili etc.

E’ considerato il fatto che la contaminazione cronica dei biomi con tipi reattivi di sali di bario può innescare la patogenesi della sclerosi multipla. L’unione del bario con i solfati liberi priva le molecole endogene di proteoglicani solfati (solfato di eparina) del loro co-partner solfato, bloccando così la sintesi degli S-proteoglicani ed inibendo la loro funzione cruciale nella segnalazione del fattore di crescita dei fibroblasti (fibroblast growth factor – FGF). Tale fattore stimola i progenitori degli oligodendrociti a regolare la crescita e l’integrità strutturale della guaina mielinica.

La perdita dell’attività degli S-proteoglicani spiega altri aspetti cruciali della patogenesi della sclerosi multipla, così come l’aggregazione delle piastrine e la proliferazione dello stress ossidativo generato dai perossidi. L’intossicazione da bario disturba la pompa ionica sodio-potassio: la disfunzione di tale meccanismo è un’altra sfaccettatura caratteristica della Sclerosi multipla. Il manifestarsi contemporaneo di casi di patologie neurodegenerative in questi ecosistemi contaminati dal bario suggerisce che queste malattie possono dipendere da una comune inibizione dei sistemi di segnalazione mediati dal fattore di crescita dei solfato proteoglicani. La genetica dell’individuo determina in fin dei conti quale particolare malattia insorga.

Mark Purdey, a margine della sua ricerca, così scriveva:

The billeting of the military in the MS affected communities of the Faroes, Iceland, Saskatche-wan/Alberta borders, Guam, the Gulf war zones, etc, has been associated with the onset of MS and other neurodegenerative epidemics, and this could be correlated to the sudden contamination of the local atmospheres following detonations of Ba based explosives during military conflicts or exer-cises, or due to other military uses of Ba such as radar ducting aerosols. Other routes of Ba exposure in the MS clusters involve the proximity of the indi- vidual’s home, workplace or water supplies to quarry explosions or the spreading of spent Ba dril-ling mud across farmland – a waste product of the fast expanding oil and gas well industry that was observed in the Alberta-Saskatchewan MS clusters.

The levels of Ba recorded normal in the identical soil types of the MS-free adjoining area, suggesting that the high Ba re-corded beneath the MS affected jet flightpath zone derives from a pollutant source that is linked to the activities of the aircraft – such as a Ba based system of atmospheric cloud seeding for fog dispersion, or from the common practise of adding Ba into jet fuels for capturing sulphur, suppressing exhaust smoke, as well as creating a Ba ion atmospheric aerosol ducting path – for enhancing-refracting radio and radar signals during military jet practise or battlefield operations.

Another possible source of Ba contamination may have stemmed from the aerial dispersal of Ba based aerosols – such as the barium strontium titanate compounds used for enhancing radar/radio wave transmission – along the flight paths of the military jet ‘low flying’ test zones that operate over these specific MS affected valleys in Scotland. The author recorded high levels of Ba in all of these Aberdeenshire MS cluster ecosystems, which included levels of Ba at 46 and 694 ppm in the vegetation and soils lying beneath the flight path entering the local military airbase at Lossiemouth.

Articolo correlato: La strana storia di Mark Purdey, 2017

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Attività vulcanica: riscaldamento o raffreddamento globale?

Posted: 29th giugno 2017 by diffondilaverita in Senza categoria

In questi ultimi anni è aumentata l’attività vulcanica: le eruzioni hanno diffuso e stanno diffondendo nell’atmosfera ceneri che dovrebbero portare, almeno in linea teorica, ad una diminuzione delle temperature globali, poiché il materiale che si disperde funge da schermo per i raggi solari. Nonostante ciò, assistiamo in molte regioni del pianeta ad un incremento dei valori termici. Come si spiega tale situazione, se ricordiamo anche che l’ingiustamente demonizzato biossido di carbonio non determina un significativo accrescimento dell’effetto serra?

Non è difficile trovare la quadratura del cerchio: la situazione si comprende considerando che la notevole attività eruttiva è associata a fenomeni che investono la litosfera da cui in questo periodo si stanno sprigionando ingenti energie termiche. Sono le stesse energie che stanno fondendo il permafrost in Siberia e, in alcune aree, la banchisa ed i ghiacciai.

Quanto sta accadendo a Yellowstone – anche altrove si assiste a manifestazioni telluriche simili – dimostra che la Terra è in “ebollizione”: a Yellowstone le camere magmatiche si stanno riempiendo, l’acqua dei fiumi che scorrono nel celebre sito, si è riscaldata a tal punto che evapora, mentre si susseguono le scosse.

Dunque pare che, nel complesso, i parametri termici siano in crescita: ciò si deve non solo alle circostanze sopra indicate, ma pure all’azione incisiva ed ininterrotta dei riscaldatori ionosferici (impianti H.A.A.R.P.) ed alle deleterie operazioni igroscopiche con cui sono distrutti o indeboliti i fronti perturbati ed è desertificata la biosfera.

Tra l’altro, si verifica una condizione paradossale, perché all’aumento delle temperature dovrebbe corrispondere un’intensificazione delle piogge, a seguito della più forte evaporazione e traspirazione, laddove l’assenza e la penuria di precipitazioni affliggono moltissime zone. E’ evidente dunque che la cricca militare-industriale ha il pressoché totale controllo del clima in cui i fattori artificiali prevalgono, oggigiorno, su quelli naturali.

Fonti:

Attivitasolare.com
Segnidalcielo.it

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Road to Hell (Strada per l’inferno)

Posted: 23rd giugno 2017 by diffondilaverita in Senza categoria
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Ormai gli scellerati si sbizzarriscono con i nomi da dare agli anticicloni (avremmo bisogno di un bell’anticiccione, un anti-De Massis, ma questo è un altro discorso): prima “Giuda”, poi “Caronte”. Sono denominazioni che tradiscono la natura demoniaca di un tempo e di un clima gestito al 100 per cento dalla cricca internazional-militare.

Come avevamo previsto – preferiremmo non essere simili a Cassandra – la siccità cronica, causata dalla geoingegneria assassina, è diventata un’atroce realtà. L’aridità è sotto gli occhi di tutti: in Italia le precipitazioni sono diminuite di circa il 65 per cento. Logiche le conseguenze: invasi quasi vuoti, campi inariditi, crollo della produzione agricola, fiumi prosciugati, incendi spaventosi… Ne abbiamo già scritto: non ci ripeteremo.

Di recente al coro di voci bianche s’è unito l’epico Achille Pennellatore che ha spennellato la sua “verità”: la siccità è causata dall’aumento delle temperature globali e via discorrendo. No! L’incremento dei valori termici, dovuto alle attività di manipolazione climatica, dovrebbe portare ad una maggiore evotraspirazione, quindi a piogge più frequenti e copiose, ma ciò non avviene.

Compite un esperimento: uscite in una giornata in cui miracolosamente si sono formate delle nuvole. Recatevi in una zona di periferia, non molto rumorosa: d’un tratto udrete un brontolio. No! Non è l’eco lontana di un tuono foriero di un temporale, ma il rombo di un aereo (uno dei tanti) che sta diffondendo particolato igroscopico. Le già labili nubi presto si dissolvono, per essere sostituite da una coltre tossica da cui non cade una sola goccia.

Che cosa ci dobbiamo attendere per l’estate da poco cominciata? Quasi certamente un’intensificazione del problema con razionamento dell’acqua in parecchie località, richiesta dello stato di calamità in diverse regioni e vari disagi legati alla penuria del prezioso liquido. E’ probabile che in autunno si scateneranno disastrosi nubifragi, a seguito dell’abnorme energia accumulata in atmosfera. Poi di male in peggio su ogni fronte: socio-economico, politico, ambientale etc.

Abbiamo, come la California, imboccato la strada verso l’Inferno: pare che niente e nessuno possa distoglierci dal cammino intrapreso verso l’abisso. Sappiamo chi sono i responsabili di questo sfacelo, conosciamo gli scopi dei farabutti e sappiamo anche come superare ogni difficoltà: esautorare l’intera classe dirigente mondiale, quella vera, e mandare ai lavori forzati nelle miniere la casta dei pennivendoli nonché la setta dei negazionisti.

Sfortunatamente sembra che una svolta di questo tipo non sia dietro l’angolo.

PER APPROFONDIRE:

Un libro sulle strategie militari spiega perché i velivoli chimici distruggono le nuvole
La svolta: la geoingegneria clandestina carbura con la nuova generazione di carburanti aerei
Il patto scellerato
La scienziata elvetica Ulrike Lohmann conferma: rilevati bario ed alluminio nei carburanti avio!
Eseguiti i primi prelievi in quota per mezzo di drone DJI Phantom 4
Siccità, in molte regioni manca l’acqua. Governo decreta stato d’emergenza a Parma e Piacenza
Siccità in Italia: sotto accusa le scie chimiche

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Che cos’è veramente l’inquinamento

Posted: 19th giugno 2017 by diffondilaverita in Senza categoria
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Oggigiorno, la setta scientista e negazionista, complice la cassa di risonanza costituita da legioni di gazzettieri, ha instillato in molte persone la fallace convinzione secondo cui il biossido di carbonio sarebbe un gas inquinante, addirittura tossico: ciò non è vero, come abbiamo dimostrato in precedenti articoli. La criminalizzazione del C02 ha, come effetto collaterale, il pressoché assoluto silenzio sulle vere fonti di contaminazione ambientale. Sono queste fonti che, checché ne pensi l’illustrissimo ministro della Salute, Signora Beatrice Lorenzin, sono all’origine della stragrande maggioranza delle patologie, del loro incremento e di una loro sempre più precoce insorgenza. Anche le malattie cosiddette genetiche trovano spesso la loro eziologia in fattori esterni.

Le reali e pericolose forme di inquinamento sono quelle di seguito elencate. Bisognerebbe intervenire in questi àmbiti, mentre ciò non avviene: al limite, ogni tanto, si pronunciano delle generiche ed ipocrite petizioni di principio per “promuovere” la difesa della natura.

· Il particolato ed il nanoparticolato degli inceneritori

· Il nanoparticolato che si diffonde con i filtri dei motori Diesel, i cosiddetti F.A.P.

· I composti chimici che si sprigionano dai roghi appiccati all’immondizia

· L’acqua e gli alimenti contaminati o adulterati

· Le radiazioni nucleari provenienti sia dalle scorie delle centrali atomiche sia dagli ordigni fatti esplodere nella biosfera nei decenni passati

· I campi elettromagnetici di varia frequenza ed intensità

· Le sostanze derivanti dal mancato smaltimento e dalla decomposizione dei rifiuti: tali sostanze avvelenano sia il suolo sia le falde freatiche sia l’aria. Particolarmente perniciosi sono i rifiuti ospedalieri, spesso radioattivi

· Il nanoparticolato prodotto dal traffico aereo civile e militare

· I metalli e non metalli dispersi in ogni dove tramite le criminali operazioni di geoingegneria clandestina

· A queste voci, bisogna aggiungere un altro capitolo: non è una tipologia di inquinamento degli habitat, ma incide fortemente sulla salute. Ci riferiamo ai vaccini che, con i loro adiuvanti e conservanti, aggrediscono l’organismo di bambini, adolescenti, adulti, anziani, con il rischio di compromettere il sistema immunitario e di provocare neuropatologie, dissturbi dell’apprendimento ed affezioni più o meno gravi, più o meno invalidanti.

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Volo Bologna-Lanzarote: paura a bordo

Posted: 12th giugno 2017 by diffondilaverita in Senza categoria
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Che volare sia diventato quasi sinonimo di sindrome aerotossica è arcinoto, ma un recente episodio aggiunge nuovi motivi di preoccupazione… E’ assodato: l’aria all’interno degli aerei è velenosa, letale; quella che si respira altrove… anche.

Riccione (Rimini), 9 giugno 2017 – Momenti di panico sul volo Bologna-Lanzarote. Una bimba di sei anni, residente nel Bolognese, ha avuto un arresto respiratorio, seguito da una terribile crisi convulsiva. A salvarle la vita, a 7mila metri di quota (???, n.d.r.) tra la disperazione dei genitori e lo sgomento di 200 passeggeri, è stato il medico riccionese Stefano Tentoni che, dopo averla rianimata, in accordo col pilota ha fatto predisporre un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Alghero. Qui la piccola è stata trasportata al Pronto soccorso dell’ospedale civile della cittadina sarda. La piccola è stata quindi trasferita nel reparto di Neuropsichiatria infantile della Clinica universitaria di Sassari. Per Tentoni il viaggio è proseguito verso la Spagna con moglie e figlia, ma con il cuore accanto alla piccola paziente.

“L’aereo era decollato alle 6,50 di mercoledì dall’aeroporto di Bologna – racconta il medico – Poco dopo la bimba ha avuto un arresto respiratorio: a bordo è quindi stata emergenza. Per fortuna avevo portato con me qualche strumento, ma la situazione era bruttissima, perché la bambina da due minuti non respirava più, era cianotica, pallida ed in stato d’incoscienza. La mamma ed il papà erano impazziti ed i viaggiatori erano in grande agitazione. Ho capito che dovevo risolvere il problema, anche se non si intuiva da che cosa derivasse, perché, a detta dei genitori, la bambina aveva goduto sempre di buona salute”.

Ma non era finita. “In quella terribile emergenza, durata una quarantina di minuti, ho guardato se per caso la bimba avesse in bocca qualche caramella o qualcos’altro – prosegue Tentoni – ma, dopo due minuti, ha stretto i denti ed ha avuto una tremenda crisi convulsiva. In trent’anni di carriera non ne ho mai vista una così. Si è irrigidita tutta, è andata in apnea ed ha avuto una profonda e totale paralisi respiratoria. L’equipaggio della Ryanair, a partire dal capocabina, è stato encomiabile: mi ha portato subito due bombole di ossigeno. E’ stato importante anche l’aiuto prestato da un’infermiera che si trovava a bordo”.

A quel punto Tentoni ha chiesto al comandante di compiere un atterraggio d’emergenza. Cosa non facile, considerato che l’aereo viaggiava ad alta quota e tirava un forte vento. “Così prima dell’atterraggio l’aereo ha dovuto fare quattro giri sul cielo di Alghero. Sono riuscito a riprendere la bimba che dallo stato comatoso è passata ad uno stato soporoso, respirava bene. I genitori erano molto scossi e provati, ma, prima di scendere, mi hanno abbracciato e ringraziato”. Non è la prima volta in cui Tentoni, Cavaliere ed Ufficiale al merito della “Repubblica”, salva una vita in aereo. Sette anni fa, di ritorno dalle Maldive, intervenne in volo per un’embolia polmonare.

Fonte: Ilrestodelcarlino

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SuperTrump, Breakfast in Paris

Posted: 7th giugno 2017 by diffondilaverita in Senza categoria
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E’ pericoloso aver ragione, quando il governo ha torto. (Voltaire)

Ha suscitato una sterile polemica fra i deficienti la decisione assunta da Trump the pump di revocare l’adesione agli accordi di Parigi relativi al contenimento delle emissioni di gas serra per “salvare” il pianeta. Naturalmente è tutta una farsa, perché a nessuno fra i prepotenti della Terra interessa un fico secco né della natura né dell’umanità.

In verità, il nuovo presidente di U.S.A.tana sa benissimo che il biossido di carbonio, a torto sul banco degli imputati, non ha alcun nesso né con i disastri ambientali né con le calamità meteorologiche o climatiche, di cui la cronica, spaventosa siccità che affligge intere aree di Gaia è la più grave. Trump è addentro, più degli inutili idioti europei, agli arcana imperii, i segreti del potere: non a caso, “previde” uno dei numerosi stage events-false flags concepiti ed attuati dall’internazionale del terrore, lo pseudo-attentato di Stoccolma. Tra l’altro, l’inquilino della Casa bianca, insieme con il suo entourage, è già in procinto di ufficializzare alcune operazioni di geoingegneria clandestina.

Ha dunque ragione lo scienziato Antonino Zichichi, quando scagiona Trump. Afferma Zichichi: “Trump non ha torto: inquinamento e clima non vanno confusi”. Spiega il fisico: “E’ difficile attribuire alle attività umane conseguenze tali da produrre variazioni climatiche. Infatti su Marte la N.A.S.A. (???, n.d.r.) registra variazioni climatiche, senza che ci sia alcuna attività umana. Sbagliare sull’evoluzione del clima vuol dire buttare a mare miliardi di dollari/euro”. Ancora, attenti alla demonizzazione dell’anidride carbonica e dell’effetto serra: “L’anidride carbonica è cibo per le piante: se non ci fosse, non potrebbe esistere la vita vegetale. Siccome la vita animale viene dopo quella vegetale, senza anidride carbonica, non potremmo essere qui a discuterne. È vero che essa produce l’effetto serra, ma, in assenza di tale fenomeno, la temperatura media su questo satellite del Sole sarebbe di 18 gradi sotto zero”.

Inquinamento e clima non vanno confusi: è assodato. Tuttavia, a differenza di Zichichi e di altri che rivelano solo una parte della verità, denunciamo l’inquietante contaminazione della biosfera a causa dei veleni rilasciati dai velivoli commerciali e militari e di mille altre miscele tossiche, ad esempio, la diossina generata dai roghi dei rifiuti, incendi sempre più frequenti in questi ultimi mesi e che non paiono soltanto dolosi, ma, per così dire, governativi.

Insomma, governo rima con inferno e siamo sull’orlo dell’abisso, mentre ancora la stragrande maggioranza della popolazione è inebetita dal calcio, non l’elemento chimico…

Fonte: liberoquotidiano

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Commenti disabilitati su Contaminazione da ftalati: sotto accusa le fibre dovute alla polimerizzazione dei carburanti avio

Gli endocrinologi hanno recentemente lanciato l’allarme: sono sempre più frequenti i casi di neonati dal sesso incerto e di maschi che manifestano più o meno spiccate caratteristiche biologiche e fenotipiche di tipo femminile.

Qual è la radice del problema? L’inquinamento ambientale e, per la precisione, la contaminazione dovuta agli ftalati, composti chimici polimerici. Gli ftalati, infatti, interferiscono sul sistema endocrino, quindi sul normale sviluppo dei caratteri sessuali. Quali sono le fonti della contaminazione? Vediamo le principali.

• Le pellicole con cui si avvolgono gli alimenti
• Gli oggetti per i neonati: poppatoi, succhiotti etc.
• Le bottiglie di plastica
• Molti cosmetici
• Molti profumi
• I prodotti per la pulizia domestica
• Le vernici
• Contenitori vari
• Last, but not least, i carburanti aeronautici la cui polimerizzazione genera appunto ftalati.

Siamo chiari: checché ne dicano i vari Kapò negazionisti, i filamenti di ricaduta che anche in questi ultimi mesi di spaventose operazioni di geoingegneria criminale, abbiamo visto in ogni dove, non sono ragnatele di Aracnidi migratori, ma fibre polimeriche. Queste fibre, che cadono sul terreno, nei laghi, nei fiumi… entrano nella catena alimentare, provocando poi gli effetti sopra descritti. Che tale forma di inquinamento sia intenzionale, deliberata o involontaria, essa comunque traduce la geoingegneria in bioingegneria, ossia in uno snaturamento ed in un’alterazione dei processi biologici: lo scenario prospettato nel romanzo distopico di Aldous Huxley, Il mondo nuovo, (Brave new world) è sempre più vicino, sempre più attuale.

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Breve estratto da: “Presa diretta” (RAI Tre) “Ftalati e femminilizzazione dei feti”

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Commenti disabilitati su Imminente un collasso dell’ozonosfera a causa delle attività di geoingegneria clandestina?
Il ricercatore statunitense Dane Wigington ha recentemente proposto un articolo inerente alla disgregazione dello strato di ozono, basandosi sulle acquisizioni di uno scienziato che ha lavorato per la N.A.S.A. Sono plausibili le inquietanti conclusioni cui lo specialista, un insider, è giunto? Anche solo da un punto di vista empirico, a mo’ di conferma, possiamo constatare che sovente la vegetazione, per quanto riguarda la parte delle chiome esposte a sud, risulta come ustionata… Mala tempora currunt, sed peiora parantur.


Mainstream media (and all “official sources” of UV data) have done their best to completely hide the already extreme UV radiation dangers in the Northern Hemisphere.

Le attività di geoingegneria clandestina continuano a distruggere i sistemi vitali del pianeta, tra cui lo strato di ozono. Un ingegnere, che ha lavorato per la N.A.S.A. e che collabora con GeoengineeringWatch.org (il sito di Dane Wigington, n.d.t.) ha pubblicato un terribile rapporto circa il deterioramento dello strato di ozono. Da tempo l’esperto monitora il livello delle radiazioni ultraviolette con apparecchiature ad hoc, rilevandone un costante aumento. L’incremento dei raggi UV non è dovuto alla maggiore attività solare che è, invece, alquanto debole, ma un sintomo legato alla disintegrazione della coltre di ossigeno triatomico. […] Anche se si possono annoverare molti fattori antropici che incidono negativamente sullo strato di ozono, gli interventi di geoingegneria illegale sono di gran lunga i più dannosi.


Effects of solar UV radiation on biomolecules, cellular components and physiological responses. (Diagram credit: Royal Society of Chemistry)

Molte fonti del mainstream e canali ufficiali falsamente sostengono che l’ozonosfera al di sopra dell’emisfero meridionale sta “recuperando” (ciò con l’obiettivo di tranquillizzare l’opinione pubblica), tuttavia le informazioni raccolte ed analizzate smentiscono questa versione. Le stesse fonti di regime non accennano neppure ai danni massicci e crescenti allo “scudo” di ozono sopra l’emisfero boreale.

Gli effetti dell’esposizione alle radiazioni UV sono molto evidenti sui lati esposti al sole di molte specie di alberi. Tutte le forme di vita che sono colpite da radiazioni UV [1] sempre più eccessive sono in pericolo: negli oceani soprattutto i cetacei ed il plancton.

Se la falda di ozono dovesse collassare del tutto, la flora e la fauna, sia marina sia terrestre, ne risentirebbero in modo preoccupante.

[1] Le radiazioni UV inducono mutazioni genetiche.

Fonte: Geoengineeringwatch.org

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